Pseudomonas syringae pv. actinidiae PDF Stampa E-mail

Introduzione - Attività prevista - Galleria fotografica - Normativa - Link - Rassegna stampa

 

Introduzione

L’Italia, con i suoi circa 22000 ettari di superficie coltivata a kiwi (Actinidia deliciosa Liang et Ferguson) rappresenta, dopo la Cina, uno dei maggiori produttori: circa 470 000 ton rispetto a 1.6 milioni di tonnellate prodotte annualmente in tutto il mondo. Sebbene la cultivar Hayward sia la più diffusa nel nostro Paese, negli ultimi 10 anni c’è stato un incremento nella coltivazione di kiwi giallo (Actinidia chinensis Planchon).
Recentemente, sintomi riconducibili alla malattia nota come cancro batterico dell’actinidia sono stati segnalati su kiwi giallo (Ferrante e Scortichini, 2009; Balestra et al., 2008) in impianti di coltivazione in provincia di Latina e di Roma. L’agente causale di questa malattia è il batterio Pseudomonas syringae pv. actinidiae (Takikawa et al.,1989) segnalato 15 anni fa in provincia di Latina su A. deliciosa (Scortichini et al., 1994) e successivamente isolato sporadicamente nella stessa area. Importanti perdite economiche sono state causate da questo batterio in Giappone, dove è stato isolato per la prima volta (Serizawa et al., 1989; Takikawa et al., 1989), in Cina [Pseudomonas syringae. (Distribution map)] ed in Korea (Koh et al., 1994), dove la malattia è considerata una delle più pericolose per il kiwi.
Al fine di contenere la diffusione della malattia è importante l’applicazione tempestiva di misure di controllo, che ad oggi sono per lo più di natura preventiva. A questo proposito è importante sottolineare che in Giappone sono stati individuati ceppi batterici resistenti ad antibiotici (il cui uso non è permesso in Italia, ma è autorizzato in altri paesi) e al rame (Nakajima et al., 2002). In considerazione dell’elevata pericolosità del patogeno per la coltura del kiwi nella provincia di Latina e per il rischio di disseminazione del patogeno in altre aree di coltivazione, il batterio Pseudomonas syringae pv. actinidiae potrebbe essere preso in considerazione per l’inserimento nel processo, cosiddetto di ‘Pest Risk Analysis’ (PRA), da parte degli organi competenti. A tale scopo indagini specifiche sulla diffusione e dannosità del patogeno devono essere intraprese.

 

Balestra G.M., A. Mazzaglia, R. Spinelli, S. Graziani, A. Quattrucci, A. Rossetti, (2008). Cancro batterico su Actinidia chinensis. L'Informatore Agrario 38, 75-76.

Ferrante P. e Scortichini M., (2009). Identification of Pseudomonas syringae pv. actinidiae as causal agent of bacterial canker of yellow kiwifruit (Actinidia chinensis Planchon) in central Italy. Journal of Phytopathology, 1-3 (doi: 10.1111/j.1439-0434.2009.01550).

Koh JK, Cha BJ, Chung HJ, Lee DH, (1994). Outbreak and spread of bacterial canker in kiwifruit. Korean Journal of Plant Pathology, 10: 68–72.

Nakajima M., Goto M. and Hibi T., (2002). Similarity between copper resistance genes from Pseudomonas syringae pv. actinidiae and P. syringae pv. tomato. J. Gen. Plant Pathology, 68: 68-74.

Scortichini M., (1994). Occurrence of Pseudomonas syringae pv. actinidiae in Italy. Plant Pathology 43: 1035-38.

Serizawa S, Ichikawa T, Takikawa Y, Tsuyumu S, Goto M. (1989). Occurrence of bacterial canker of kiwifruit in Japan: description of symptoms, isolation of the pathogen and screening of bactericides. Annals of the Phytopathological Society of Japan 55: 427–436.

Takikawa Y., Serizawa S., Ichikawa T. (1989) Pseudomonas syringae pv. actinidiae pv. nov.: the causal bacterium of canker of kiwifruit in Japan. Annals of the Phytopathological Society of Japan 55, 437–444.

 

Attività prevista

 Epidemiologia: verifica dell’eventuale sopravvivenza del batterio su materiale asintomatico come frutti, astoni, polline. Questo ambito di studio dell’epidemiologia assume notevole importanza per i riflessi commerciali che comporterebbe l’eventuale sopravvivenza del patogeno su materiale come i frutti o gli astoni. Inoltre, la possibilità di sopravvivenza/contaminazione del polline rappresenterebbe un forte rischio per la disseminazione del patogeno nell’ambiente.
 Analisi dei parametri climatici: raccolta dei dati relativi a umidità, temperatura, incidenza precipitazioni, ventosità, gelate, grandinate ed elaborazione dei dati. I dati raccolti potranno fornire indicazioni specifiche relativamente ai parametri maggiormente predisponenti l’insorgenza e la disseminazione della batteriosi.
  • Epidemiologia: verifica dell’eventuale sopravvivenza del batterio su materiale asintomatico come frutti, astoni, polline. Questo ambito di studio dell’epidemiologia assume notevole importanza per i riflessi commerciali che comporterebbe l’eventuale sopravvivenza del patogeno su materiale come i frutti o gli astoni. Inoltre, la possibilità di sopravvivenza/contaminazione del polline rappresenterebbe un forte rischio per la disseminazione del patogeno nell’ambiente. 
  • Analisi dei parametri climatici: raccolta dei dati relativi a umidità, temperatura, incidenza precipitazioni, ventosità, gelate, grandinate ed elaborazione dei dati. I dati raccolti potranno fornire indicazioni specifiche relativamente ai parametri maggiormente predisponenti l’insorgenza e la disseminazione della batteriosi.

 

Galleria fotografica

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Pseudomonas syringae  pv. actinidiaE 5 Pseudomonas syringae  pv. actinidiaE 5
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Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 4 Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 4
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Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 3 Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 3
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Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 1 Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 1
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Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 2 Pseudomonas syringae  pv. actinidiae 2

Normativa

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Rassegna stampa

 
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